mercoledì 23 giugno 2010













Il governo di centrodestra, dopo aver negato la crisi per due anni, ha varato con un decreto una pesante manovra economica che riduce consumi ed investimenti, dove non c'è nulla che sostenga la crescita: un'altra botta ai redditi medio bassi.

La manovra è profondamente iniqua. È fatta di tagli indiscriminati, insufficienti per gli sprechi, insostenibili per i diritti. È senza riforme strutturali. È fortemente centralista, proprio mentre si parla in maniera propagandistica di federalismo. La Lega è dura contro l’inno d’Italia, ma è molle con i miliardari.

I tagli a Regioni, Province e Comuni colpiranno studenti, lavoratori con redditi medio bassi, piccole imprese e pensionati, mentre chi ha redditi milionari e grandi patrimoni, come il signor Silvio Berlusconi, non contribuisce neanche con un euro.

La retromarcia sulla lotta all'evasione è parziale e contraddittoria. Dopo aver cancellato le misure introdotte dal Governo Prodi, si ripristina la tracciabilità, ma si continua a proteggere dagli accertamenti i 200.000 grandi evasori condonati con lo “scudo fiscale”.


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