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domenica 1 novembre 2009

Martina rieletto segretario regionale

La commissione regionale per il congresso ha deliberato oggi pomeriggio, 28 ottobre, l'elezione dei membri dell'assemblea nazionale eletti in Lombardia.

Con 190.377 voti, pari al 54,04 per cento, Maurizio Martina è il Segretario regionale della Lombardia.

Emanuele Fiano ha ottenuto 102.694 voti, pari al 29,15 per cento, e Vittorio Angiolini 59.208 voti, pari al 16,81 per cento.

In Lombardia alle Primarie per eleggere il Segretario regionale del Partito democratico hanno votato 356.675 persone, più delle Primarie 2007. Lo rende noto la Commissione regionale per il Congresso.

Per quanto riguarda invece i voti per il Segretario nazionale del Partito democratico, Pierluigi Bersani ha ottenuto 191.454 voti, pari al 54%; Dario Franceschini 93.887 (pari al 26,50%) e 12.225 voti dalla lista Serracchiani-Franceschini (pari al 3,45%), e Ignazio Marino 56.713 voti (pari al 16,01%).


All’Assemblea nazionale del Partito democratico saranno delegati 143 lombardi.
Sul sito www.pdlombardia.it le tabelle con i risultati definitivi

martedì 7 luglio 2009

Badanti, Martina: “La furia ideologica della destra produce danni per i cittadini, non sicurezza”

Criminalizzare le badanti e procurare alle famiglie italiane grane giudiziarie.

Sono questi gli effetti immediati del provvedimento voluto dal centrodestra. Le politiche sull’immigrazione di questo governo non porteranno, infatti, maggior sicurezza, ma solo danni per i cittadini. A fare le spese di misure schizofreniche saranno in particolare tutte quelle famiglie che hanno bisogno di quell’assistenza che le strutture sanitarie non sono in grado di fornire. E parliamo di migliaia di persone solo in Lombardia.

Dati alla mano, nella nostra regione le badanti sono ben 130mila. Di queste il 40 per cento, che è senza permesso di soggiorno, rischia un processo per il neo reato di clandestinità introdotto dalla destra. Con queste cifre è facile capire che l’applicazione delle nuove norme rischia di congestionare le aule giudiziarie e di mandare a processo anche le persone che ricevono assistenza.

La politica si fa col buon senso, non con la furia ideologica. In questo momento non ci importano le spaccature insite nella maggioranza e nemmeno i distinguo di alcuni esponenti di governo. Chiediamo invece senso di responsabilità, una gestione intelligente del fenomeno migratorio. Per questo ci aspettiamo che il centrodestra modifichi quelle norme pericolose e controproducenti per tutti i cittadini.

Maurizio Martina
Segretario PD Lombardia

martedì 3 marzo 2009

QUOTE LATTE

ARCORE I TRATTORI ASSEDIANO BERLUSCONI

Un assedio di trattori per «Casa Berlusconi» e «Casa Bossi». Sta arrivando a destinazione in queste ore, ad Arcore e a Gemonio, il corteo di mezzi agricoli degli allevatori lombardi, che protestano contro il decreto Zaia, che ha assegnato le quote latte anche agli oltre 600 grandi splafonatori. Gli allevatori, a bordo dei loro trattori, sono partiti soprattutto dalle province di Brescia, Bergamo, Cremona, Mantova, Lodi, Milano, ma si sono aggiunte anche alcune rappresentanze di Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Diverse centinaia i mezzi ancora in cammino. Forti rallentamenti sono segnalati sulle provinciali della Brianza per il passaggio dei mezzi.

Ad Arcore i circa 800 trattori ( ma dovrebbero arrivare a 2.000 con la presenza di circa 3.000 persone) si sono concentrati in un largo spiazzo di un centro commerciale, ad un paio di chilometri da Villa S.Martino, residenza storica del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Alla protesta organizzata dalla Confagricoltura e dalla Cia, insieme agli allevatori, anche il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina: «Da Malpensa ad Arcore con gli allevatori per difendere gli interessi dei cittadini della Lombardia. Questo è l'impegno del Partito Democratico lombardo». «Oggi - ha detto Martina - siamo qui con una folta delegazione di parlamentari, consiglieri regionali e presidenti di provincia per protestare contro un decreto che privilegia chi è rimasto fuori dalla legge e punisce quegli allevatori che l'hanno sempre rispettata».
«Ci aspettiamo - ha aggiunto - che il ministro Zaia cambi marcia alla Camera. Noi comunque ripresenteremo gli emendamenti che già avevamo presentato al Senato e lo faremo ancora con più forza». «Non guardiamo cosa votano - ha concluso - non siamo come la Lega che mette il cappello sulle proteste. Siamo qui per difendere un pezzo di economia reale della Lombardia».

«Siamo ad Arcore e Gemonio - assicura Federico Vecchioni presidente di Confagricoltura – non certo per violare gli spazi privati del presidente Berlusconi e del ministro Bossi, ma piuttosto per ribadire con forza il desiderio di equità che anima la stragrande maggioranza dei produttori italiani di latte. Vogliamo ribadire come Confagricoltura sia e sia sempre stata dalla parte della legalità».
La protesta comincia a diventare anche una questione politica perché fra chi protesta in tanti hanno votato per i partiti di governo, in particolare per la Lega. A Varese alcuni rappresentanti degli allevatori hanno incontrato «informalmente» Umberto Bossi. In tanti non nascondono la propria delusione di elettore.
«Sono scettico e arrabbiato, ma spero che il buon senso della destra alla fine avrà la meglio e cambierà il decreto», dice Francesco Luigi Brumana iscritto a Confagricoltura, un'azienda lattiero casearia in provincia di Varese che produce 30 quintali di latte al giorno. «Con un decreto così - dice - molti di noi si sono pentiti di aver fatto mutui con le banche a tassi del 10-12-14% per acquistare le quote e restare nella legalità, potevamo splafonare e adesso giravamo in Porsche Carrera come fanno quelli che le quote se le sono addirittura vendute continuando a produrre lo stesso. Il fatto è che uno fa delle scelte: decide se stare da parte della legge o fare il furbo».

domenica 1 marzo 2009

QUOTE LATTE

MARTINA AL PRESIDIO DEGLI ALLEVATORI DI CONFAGRICOLTURA E CIA

Lunedì mattina, 2 marzo, il Segretario regionale del Pd lombardo, Maurizio Martina, parteciperà al presidio organizzato ad Arcore indetto dalle organizzazioni degli agricoltori e degli allevatori aderenti a ConfAgricoltua e Cia per protestare contro le scelte contenute nel decreto sulle Quote latte promosso dal Ministro leghista Luca Zaia.
Le scelte attuate dal Ministro premiano palesemente chi in questi anni si è tenuto lontano dalle regole penalizzando, invece, la stragrande maggioranza degli operatori del settore che hanno lavorato rispettando la legge e investendo ingenti risorse.
Il Pd lombardo si unisce a coloro che chiedono rapidamente un cambio di rotta. In particolare
siamo pronti a sostenere modifiche al decreto che promuovano: la rinuncia al contenzioso legale per chi aderisce alla nuova rateizzazione, la priorità di assegnazione delle nuove quote verso chi in questi anni ha regolarmente affittato quote stando nella legalità ed, infine, la creazione di un fondo di sostegno al settore lattierocaseario rivolto ai produttori in regola.