martedì 1 marzo 2011
martedì 28 dicembre 2010
lunedì 9 marzo 2009
DECRETO ZAIA
"Quote latte, il governo premia i furbi".
Il senatore Barbolini, "Il decreto approvato in Senato è un condono a favore delle pochissime aziende che si sono mosse nell'illegalità"."Diciamo no a una legge che rinnega i principi di equità e giustizia. Il decreto sulle quote latte premia i furbi, è un condono a favore delle pochissime aziende che, in spregio alle regole dell'Unione Europea e al dettato della legge italiana, si sono mosse nell'illegalità". Questo il commento del senatore Giuliano Barbolini, capogruppo Pd nella Commissione Finanze e tesoro, dopo l’approvazione in Senato del decreto sulle quote latte contro il quale si è levata, anche nella nostra regione, la dura protesta degli agricoltori.
"Il punto per noi irrinunciabile – spiega Barbolini - è quello dell'assegnazione delle quote: spettano in primo luogo a chi ha pagato, si è indebitato per mettersi in regola e ha fatto sforzi veri; solo successivamente a chi ha affittato, cercando anche forme diverse ma comunque onerose per regolarizzarsi.
Non c'è Paese al mondo – continua Barbolini - dove lo Stato fa un patto con gli imprenditori, condona, concede, riammette ciò che era inammissibile, mentre c’è chi si prende il beneficio e al tempo stesso continua la guerra legale contro lo Stato. Questo è un Paese dove un ministro della Lega nord predica il federalismo e poi toglie alle Regioni le competenze che già avevano per legge".
A tutto questo – prosegue il parlamentare del Pd – si aggiunge l’ennesimo rifiuto da parte del governo di "finanziare il Fondo di solidarietà per le assicurazioni, come richiesto dal Pd, dalle associazioni e dagli operatori. L’auspicio – conclude Barbolini – è che alla Camera, grazie anche all’impegno dell’opposizione, si possano apportare le modifiche necessarie per migliorare sensibilmente il testo di legge".
mercoledì 4 marzo 2009
QUOTE LATTE
IL DECRETO ZAIA E' UN CONDONO PER CHI NON HA RISPETTATO LE REGOLE
Dichiarazione della senatrice del Pd Colomba Mongiello, responsabile Pd del Dipartimento Agricoltura.
"Il decreto sulle quote latte va definito per quello che è realmente: un condono a favore delle pochissime aziende che in spregio alle regole dell'Unione Europea e al dettato della legge 119 del 2003 - che ricordo fu approvata dal parlamento con una maggioranza trasversale - si sono mosse nell'illegalità. Un provvedimento che non garantisce minimamente tutti quegli allevatori che pur di rispettare la normativa sulle quote in questi anni hanno acceso mutui onerosi a costo di enormi sacrifici". Lo dichiara la senatrice Colomba Mongiello, responsabile Pd del Dipartimento Agricoltura.
"Noi esponenti del Partito Democratico abbiamo sempre seguito, durante l'iter del provvedimento in Commissione Agricoltura, un atteggiamento costruttivo e collaborativo, ma tutte le nostre proposte di modifica, ampiamente condivise da larga parte del mondo produttivo, sono state sempre respinte, in particolare la nostra richiesta di prevedere il pagamento degli arretrati da parte di chi in questi anni non ha rispettato la legge prima di poter usufruire dell'assegnazione delle quote, nonché la rinuncia ai contenziosi giudiziari, una richiesta questa che avrebbe riportato equità e giustizia in un contesto gravemente fiaccato dalle irregolarità". Mongiello insiste poi sul "Federalismo a doppio binario del Governo che spinge sul protagonismo delle Regioni e dei poteri locali ma non coinvolge minimamente questi soggetti sulle modalità di ripartizione delle quote nel territorio nazionale, con un decisionismo centralista senza precedenti". "Contrastiamo con forza questo comportamento e come Partito Democratico continueremo a chiedere il rispetto della legalità in ogni sede".
"Farebbe bene il Ministro Zaia a non sottovalutare i rischi che l'approvazione di un provvedimento largamente al di sotto delle aspettative comporta sul mercato interno"conclude Mongiello, sottolineando come "il crollo del valore delle quote latte comporterà un ulteriore abbassamento dei redditi degli agricoltori del comparto, già provati dalla difficile congiuntura economica".
martedì 3 marzo 2009
QUOTE LATTE
Un assedio di trattori per «Casa Berlusconi» e «Casa Bossi». Sta arrivando a destinazione in queste ore, ad Arcore e a Gemonio, il corteo di mezzi agricoli degli allevatori lombardi, che protestano contro il decreto Zaia, che ha assegnato le quote latte anche agli oltre 600 grandi splafonatori. Gli allevatori, a bordo dei loro trattori, sono partiti soprattutto dalle province di Brescia, Bergamo, Cremona, Mantova, Lodi, Milano, ma si sono aggiunte anche alcune rappresentanze di Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Diverse centinaia i mezzi ancora in cammino. Forti rallentamenti sono segnalati sulle provinciali della Brianza per il passaggio dei mezzi.
Ad Arcore i circa 800 trattori ( ma dovrebbero arrivare a 2.000 con la presenza di circa 3.000 persone) si sono concentrati in un largo spiazzo di un centro commerciale, ad un paio di chilometri da Villa S.Martino, residenza storica del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Alla protesta organizzata dalla Confagricoltura e dalla Cia, insieme agli allevatori, anche il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina: «Da Malpensa ad Arcore con gli allevatori per difendere gli interessi dei cittadini della Lombardia. Questo è l'impegno del Partito Democratico lombardo». «Oggi - ha detto Martina - siamo qui con una folta delegazione di parlamentari, consiglieri regionali e presidenti di provincia per protestare contro un decreto che privilegia chi è rimasto fuori dalla legge e punisce quegli allevatori che l'hanno sempre rispettata».
«Ci aspettiamo - ha aggiunto - che il ministro Zaia cambi marcia alla Camera. Noi comunque ripresenteremo gli emendamenti che già avevamo presentato al Senato e lo faremo ancora con più forza». «Non guardiamo cosa votano - ha concluso - non siamo come la Lega che mette il cappello sulle proteste. Siamo qui per difendere un pezzo di economia reale della Lombardia».
«Siamo ad Arcore e Gemonio - assicura Federico Vecchioni presidente di Confagricoltura – non certo per violare gli spazi privati del presidente Berlusconi e del ministro Bossi, ma piuttosto per ribadire con forza il desiderio di equità che anima la stragrande maggioranza dei produttori italiani di latte. Vogliamo ribadire come Confagricoltura sia e sia sempre stata dalla parte della legalità».
La protesta comincia a diventare anche una questione politica perché fra chi protesta in tanti hanno votato per i partiti di governo, in particolare per la Lega. A Varese alcuni rappresentanti degli allevatori hanno incontrato «informalmente» Umberto Bossi. In tanti non nascondono la propria delusione di elettore.
«Sono scettico e arrabbiato, ma spero che il buon senso della destra alla fine avrà la meglio e cambierà il decreto», dice Francesco Luigi Brumana iscritto a Confagricoltura, un'azienda lattiero casearia in provincia di Varese che produce 30 quintali di latte al giorno. «Con un decreto così - dice - molti di noi si sono pentiti di aver fatto mutui con le banche a tassi del 10-12-14% per acquistare le quote e restare nella legalità, potevamo splafonare e adesso giravamo in Porsche Carrera come fanno quelli che le quote se le sono addirittura vendute continuando a produrre lo stesso. Il fatto è che uno fa delle scelte: decide se stare da parte della legge o fare il furbo».
domenica 1 marzo 2009
QUOTE LATTE
MARTINA AL PRESIDIO DEGLI ALLEVATORI DI CONFAGRICOLTURA E CIA
Le scelte attuate dal Ministro premiano palesemente chi in questi anni si è tenuto lontano dalle regole penalizzando, invece, la stragrande maggioranza degli operatori del settore che hanno lavorato rispettando la legge e investendo ingenti risorse.
Il Pd lombardo si unisce a coloro che chiedono rapidamente un cambio di rotta. In particolare
siamo pronti a sostenere modifiche al decreto che promuovano: la rinuncia al contenzioso legale per chi aderisce alla nuova rateizzazione, la priorità di assegnazione delle nuove quote verso chi in questi anni ha regolarmente affittato quote stando nella legalità ed, infine, la creazione di un fondo di sostegno al settore lattierocaseario rivolto ai produttori in regola.
sabato 28 febbraio 2009
il 2marzo: manifestazione contro il decreto sulle quote latteI
QUOTE LATTE: IL PD CHIEDE IL RISPETTO DELLE REGOLE
Alla manifestazione indetta dalle confederazioni agricole per il 2 marzo ad Arcore e Gemonio sarà presente una delegazione di consiglieri regionali lombardi del PD.
L'intenzione è sostenere il 'no' al Decreto Zaia, attualmente in esame in Parlamento, che penalizza i produttori di latte italiani in regola con il sistema delle quote mettendoli sullo stesso piano degli 'plafonatori storici'.
La vicenda è da mesi sul tavolo del Governo che deve definire i criteri attuativi dopo l'health check di Bruxelles del novembre scorso che aveva aumentato la quota italiana di produzione. I consiglieri regionali del PD lombardo Gianfranco Concordati, Carlo Spreafico e Antonio Viotto avevano presentato un'interrogazione per allertare la Giunta Formigoni sulla definizione di tali criteri e avevano ascoltato in audizione le associazioni agricole presso la commissione Attività produttive.
Proprio in relazione all'imminente scelta del Parlamento il PD ritiene che anche la Regione debba prendere posizione sulla vicenda appoggiando le giuste rimostranze dei produttori storicamente in regola con il pagamento delle quote.
venerdì 20 febbraio 2009
QUOTE LATTE
Mobilitazione senza interruzione fino al primo marzo. Ed entro quella data i trattori muoveranno su Arcore e Gemonio, davanti alle abitazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. La decisione è stata presa ieri sera a Cremona, dove si sono radunato quasi duemila agricoltori di Confagricoltura e Cia provenienti da tutta la Lombardia e dalle Regioni vicine. Frattanto verranno mantenuti gli attuali presidi sulle autostrade e tangenziali.La proposta di «assediare» le case di Berlusconi e Bossi è stata scelta per chiedere una modifica del decreto Zaia sulle quote latte. Alla manifestazione a Cremona era presente anche Franco Bettoni presidente dell’Unione provinciale Agricoltori che proprio ieri ha inviato una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta.«Evitare una gravissima ingiustizia che il Governo ed il Parlamento stanno compiendo», chiede Francesco Bettoni. Nella lettera al presidente Napolitano, Bettoni si schiera ancora una volta con «la stragrande maggioranza di produttori di latte onesti (50.000 circa pari al 98%)», che verrebbero pesantemente penalizzati dal decreto Zaia sulle quote latte «a favore di una minoranza che in questi anni ha continuato a disattendere le leggi nazionali e comunitarie sulle quote latte».
Bettoni si rivolge a Napolitano e gli chiede di «intervenire presso il Presidente del Consiglio dei Ministri prima che la maggioranza silenziosa smetta di essere tale». Una maggioranza che ha pagato e continua a pagare sulla propria pelle per «l’onestà, la correttezza, la trasparenza e i molti impegni finanziari pesanti presi per acquistare quote al fine di rispettare il regime delle quote latte». Un comportamento onesto e coerente che «non merita assolutamente il trattamento che Governo e Parlamento stanno adottando in queste ore», peraltro a discapito dei cittadini.Una battaglia, quella sul decreto per le quote latte, che appare ai più tecnica e priva di interesse al di fuori del mondo agricolo, ma che in realtà tocca tutti i contribuenti: le multe non pagate da chi non ha rispettato la legge hanno infatti gravato sulle tasche dei contribuenti e continueranno a pesare su tutti se non verranno pagate dagli "splafonatori storici". «Il ministro sta invitando in questi giorni a leggere attentamente il decreto - conclude Bettoni -. Noi lo abbiamo letto con attenzione e invitiamo il ministro a leggersi altrettanto attentamente le intercettazioni telefoniche disposte dal Tribunale di Milano e pubblicate dai giornali. Forse, così, si renderà finalmente conto della situazione reale».
