
IGNAZIO PARINI ELETTO COORDINATORE DELLA ZONA BASSA OCCIDENTALE
Esito del voto:
Aventi diritto al voto: 180 delegati
Delegati votanti: 172
Voti validi: 172
Voti Pietro Bisinella: 114 66,6%
Voti Gianbattista Ferrari: 57 33,4%
Schede bianche: 1
LE IMMAGINI DEL COMIZIO IN PIAZZA







Io, quale candidato del collegio 28 di Orzinuovi, vorrei che la Bassa Bresciana contasse di più in Provincia e pertanto mi soffermo su alcune questioni che riguardano più da vicino il nostro territorio.
Se vi chiedessi chi è stato in questa legislatura il consigliere provinciale di questo collegio, non so quanti mi saprebbero rispondere. In effetti qui è stato eletto un consigliere residente in Franciacorta, che non abbiamo quasi mai visto in questa zona, salvo alle inaugurazioni della Fiera, e di lui ci siamo scordati anche il nome.
Questo è anche un piccolo segno di come la nostra Bassa occidentale in questi anni sia stata trascurata dalla Provincia, non si sono fatti investimenti nelle infrastrutture, nelle vie di comunicazione, negli Istituti di scuola secondaria, nella formazione professionale, nel Parco dell’Oglio, nella promozione di politiche attive per il lavoro, nelle attività culturali e museali diffuse, nel turismo, ecc…
Io voglio una Provincia che rispetti il ruolo dei comuni, che sappia coinvolgerli in progetti condivisi, che li tratti tutti alla stessa maniera con pari dignità, che nell’erogazione dei contributi e nella programmazione degli investimenti non faccia distinzione tra comuni “amici e non amici”, come purtroppo è avvenuto in questi anni. Se avessimo la pazienza di andare a vedere come sono stati erogati i contributi ai comuni, potremmo constatare con evidenza la mappa colorata dei comuni più amici e contigui al centrodestra.
(un es. contributo di 100.000 euro per la forestazione di un bosco di pianura nella Bassa: sapete dove è andato? Non a uno dei comuni del parco Oglio o delle terre del Chiese o del Mella: ma a S.Gervasio, il paese dove il sindaco è anche assessore provinciale).
Una provincia che nell’urbanistica, ora che è diventata il referente per i Piani di Governo del Territorio, non si comporti peggio e più a lungo di come si comportava la Regione, ma che si ponga in relazione ai comuni con un metodo dialogico, collaborativo, non dilatando tempi e richieste poco ragionevoli, non contrattando volumetrie in cambio di contributi, ma dando certezza dei tempi nell’approvazione dei piani, limitandosi a quanto le compete senza invadere le decisioni che spettano ai comuni.
Un esempio: il nostro PGT ha fatto il giro di una decina di uffici, è stato tenuto fermo per settimane solo perché un ufficio voleva su una planimetria l’indicazione della fermata del bus. Ma cosa c’entra questo col parere di compatibilità che deve esprimere l’ente provinciale?
Io voglio una provincia che dia una soluzione definitiva alla statale 235 Orzinuovi -Brescia: dopo 30 anni di promesse, non è possibile impiegare oltre un’ora per fare 30 Km. per andare a lavorare.
Voglio una provincia che punti non solo sulle rotonde, ma che investi di più sulle vie di comunicazione su rotaia:
- ferrovia Brescia-Cremona . Verolanuova punto centrale per collegamenti Bassa Brescia (vagone bici)
- è utopico pensare a collegamenti con Chiari ? ferrovia Milano-Venezia. parcheggi
- Metropolitana della città che diventi realmente una metropolitana provinciale.
- Expo 2015: per la bassa bresciana e cremonese sostenere il progetto Metropolitana milanese fino a Pandino, se non Crema.
Voglio una provincia che possa avere maggiori strumenti per coordinare e gestire le più gravi crisi delle aziende produttive, come la recente vicenda del TMD (per noi ancora Frendo per intenderci).
Voglio una Provincia che invece di erogare i contributi ai comuni per le scritte in dialetto, dia invece più contributi per il risparmio energetico, le energie rinnovabili, la riduzione delle emissioni, la raccolta differenziata globale, progetti per rendere i nostri paesi più a misura di bambino.
Voglio una provincia che metta in sicurezza gli edifici scolastici delle scuole secondarie, che avvii un piano per il risparmio energetico e per l’installazione di tetti fotovoltaici sulle scuole della Bassa: il Cossali, l’Istituto agrario di Bagnano, gli istituti di Verolanuova, Manerbio…
Una Provincia che chiami a raccolta le istituzioni scolastiche della Bassa, programmando con loro e gli enti locali un piano per meglio valutare i possibili potenziamenti dei vari istituti, gli eventuali nuovi indirizzi scolastici da avviare, i potenziali collegamenti con le università e i centri di ricerca.
Una Provincia che investi di più in cultura, che metta in relazione le varie residenze museali e le strutture culturali dei comuni, che con loro programmi mostre tematiche con appositi circuiti culturali, quali ad esempio il circuito dei castelli della Bassa a partire dalla rocca di Urago, la villa Feltrinelli di Gerolanuova, i castelli di Orzinuovi, Soncino, Barco, Villachiara, Villagana, Padernello, il Chiavicone di Quinzano, alcuni cascinali tra i più caratteristici…
Una provincia che non abbia timore a finanziare Odissea, il Festival della Valle dell’Oglio giunto alla nona edizione e che nel tempo si è affermato in Lombardia come una delle più qualificate rassegne intercomunali di spettacoli di qualità, anche se purtroppo quest’anno ha visto la defezione del comune di Orzinuovi e finora dei finanziamenti della nostra Provincia.
Voglio una Provincia che investa di più nel Parco dell’Oglio, che contribuisca finalmente a farlo funzionare, con progetti mirati alla salvaguardia dei pochi boschi rimasti.
Una provincia che nei suoi strumenti di pianificazione per la Bassa metta un freno al sorgere come funghi di grosse strutture commerciali e capannoni rimasti vuoti, ipermercati e supermercati, che hanno trasformato il nostro territorio con cementificazioni esagerate e il nostro tempo libero con pellegrinaggi domenicali ai nuovi santuari del consumismo esasperato.
In un interessante convegno sulla situazione economica della Bassa, tenutosi a Pompiano su iniziativa dell’Associazione Communitas, dalle analisi presentate risultava che nel distretto di Orzinuovi i settori che producevano più reddito nella nostra zona, pur già sentendo l’inizio della crisi, erano l’agricoltura, l’edilizia e le nuove aziende ad alto contenuto tecnologico.
Ecco io penso che questi siano ancora per la nostra zona i punti su cui, in un momento di grave crisi, investire con nuove idee e strumenti, cui la Provincia può fare da stimolo.
L’agricoltura: si devono dare soluzioni ragionevoli ed innovative per il problema dell’abbattimento dell’azoto secondo la direttiva europea sui nitrati, agevolando l’accesso al credito per investimenti mirati a costruire impianti specifici, oltre a sostenere gli agricoltori che vogliono produrre energia con i liquami degli allevamenti e con le biomasse.
Ma il problema principale delle nostre stalle è quello di riconoscere e sostenere un prezzo adeguato del latte: non è possibile che, dopo aver selezionato in circa vent’anni un patrimonio genetico bovino di elevata qualità, tra i migliori a livello europeo, non è possibile mettere di fatto gli agricoltori bresciani nella condizione di produrre latte a sottocosto e costringerli a chiudere le stalle o di consegnarsi a grossi gruppi industriali. Il latte bresciano è il nostro tesoro, è il nostro oro bianco; e una provincia che vuol difendere e valorizzare il proprio territorio deve essere parte attiva in questa partita.
L’edilizia: anche qui bisogna dare una mano alle nostre innumerevoli imprese presenti in tutti i nostri paesi. Ora noi abbiamo una occasione unica: quello di investire sull’edilizia ecocompatibile, sulla bioarchitettura, sul risparmio energetico, sia attraverso incentivi fiscali, agevolazioni per l’accesso al credito, la formazione professionale, corsi di aggiornamento per i tecnici del settore, orientamenti per la pianificazione urbanistica, iniziative promozionali.
Aziende innovative: la nostra proposta di costituire una Consulta permanente ha tra i suoi obiettivi principali quello di favorire le aziende piccole e medie ad alto contenuto tecnologico, mettendo in relazione le imprese con i centri di ricerca e le nostre università, individuando possibili percorsi di formazione professionale più specifici, stipulando accordi con le banche per il finanziamento di progetti innovativi, supportare le aziende nell’accesso ai mercati internazionali.
Queste sono alcune delle proposte, ragionevoli e praticabili, che il PD offre all’attenzione dei bresciani per chiedere un consenso che ci metta nelle condizioni di poterle poi attuarle.
Il nostro slogan sui manifesti è più che valido: più forti noi, più forte tu, più forte la Provincia di Brescia, più forti i bresciani.
Concludo invitandovi a sostenere i nostri candidati sindaci della zona: ad Andrea Ratti con la lista civica qui a Orzinuovi, a Elvio Bertoletti di Villachiara, Ignazio Parini di Borgo san Giacomo, Liliana Ferrari di Orzivecchi, Mariangela Marinoni a Pompiano: con loro potremo assieme lavorare per il meglio delle nostre comunità e dei nostri territori. Auguri a tutti.
19.5.2009 Riccardi Arcangelo
Ringrazio i circoli della zona che hanno proposto la mia candidatura; spero di essere all’altezza delle vs. aspettative e di meritare la vs. fiducia. Interpreto la scelta della mia candidatura anche come un riconoscimento più in generale all’esperienza amministrativa di Villachiara e di altri comuni della Bassa, che, nel loro piccolo, in questi anni ha saputo intraprendere scelte innovative e coraggiose.
Io mi impegno al massimo e ce la metterò tutta, col vs. aiuto e collaborazione, affinché il PD con Diego Peli possa ottenere il miglior risultato possibile. Sono disponibile ad andare in ogni paese per incontri ed iniziative sul territorio, ma c’è bisogno dell’impegno di tutti, utilizzando anche strumenti nuovi di comunicazione come Internet, Facebook, Youtube…
Ancor prima di presentare proposte è molto Importante saper ascoltare i cittadini, coglierne le aspettative, confrontarsi con posizioni diverse dalle nostre, formulare assieme possibili soluzioni. E poi dobbiamo parlare il linguaggio semplice della verità e dell’onestà, senza promettere ricette mirabolanti, ma sempre determinati a perseguire obiettivi concreti, seppure ambiziosi.
Noi dobbiamo dire che la crisi economica c’è, esiste, è profonda, che le percentuali pubblicate venerdì scorso dall’Istat sul calo del PIL (-5,9) sono preoccupanti, che i salari medi italiani sono inferiori del 17% rispetto ai salari dei paesi Ocse, che il governo sta sottovalutando la situazione e non prende provvedimenti a sostegno dei redditi reali dei lavoratori e delle imprese medio piccole.
Che ci sono licenziamenti silenziosi, che non si rinnovano più i contratti a tempo determinato, per cui i precari di colpo spariscono nel nulla senza bisogno d essere licenziati, una generazione di giovani lavoratori senza un adeguato salario, che non possono costruire una famiglia, il loro futuro, che si trovano magari sulle spalle un mutuo da pagare senza più aver la certezza di un lavoro.
Noi dobbiamo chiedere all’Unione Europea che qualcuno dovrà pur rendere conto ai cittadini per le scelte sbagliate di politica monetaria attuata dalla Banca centrale europea, che ancora fino a settembre scorso si preoccupava di alzare i tassi di sconto, quando il vero problema non era l’inflazione ma quello di far ripartire l’economia.
Noi dobbiamo dire che votare una persona o un’altra non è la stessa cosa: la Iva Zanicchi, che è stata qui ad Orzinuovi di recente, è la parlamentare italiana al Parlamento Europeo più assenteista col 45% di presenze (Brunetta direbbe fannullona), mentre il nostro Francesco Ferrari, è il più presente in assoluto di tutto il Parlamento Europeo col 98% di presenze. Questa è serietà che gli fa onore, questo è quello che ci caratterizza quando prendiamo un impegno pubblico.
Noi dobbiamo chiedere all’Unione Europea perché si comporta come Ponzio Pilato sulla questione immigrazione, perché il controllo delle frontiere del sud Europa è lasciato alla gestione dei singoli governi, senza regole uniformi, senza muovere un dito, limitandosi a qualche blando comunicato.
Noi dobbiamo dire che gli sbarchi degli immigrati clandestini col governo Berlusconi si sono più che raddoppiati rispetto al periodo del governo Prodi.
Noi dobbiamo dire che in Italia da anni gli omicidi e gli episodi di delinquenza grave sono in costante diminuzione, che la sicurezza dei cittadini è un obiettivo sacrosanto da perseguire, ma non con la politica degli annunci e dei soldati piazzati davanti a qualche palazzo in qualche città, ma col potenziamento degli stanziamenti e della dotazione di strumenti efficaci per le forze dell’ordine, con politiche di cultura diffusa, di controllo sociale, di partecipazione, di integrazione.
Noi dobbiamo dire, ai lombardi in particolare, che con le dissennate decisioni assunte nella vicenda Alitalia il governo Berlusconi e la Lega hanno tradito le promesse di anno fa, sia per quanto riguarda i risparmiatori che avevano le obbligazioni, sia per il futuro dell’aeroporto di Malpensa.
Noi dobbiamo dire che il Comune di Brescia, dopo 15 anni di amministrazione Martinazzoli e Corsini, è il comune capoluogo meno indebitato d’Italia, mentre la Provincia di Brescia, dopo 10 anni di giunta Cavalli, è una delle 5 province più indebitate d’Italia. Che il debito della Provincia di Brescia con questa amministrazione ha superato i 500 milioni di euro.
Noi dobbiamo dire che in 10 anni in provincia di Brescia non è iniziata nessuna delle grandi infrastrutture da tempo promesse ed attese, salvo la 3^ corsia della Tangenziale sud, peraltro predisposta e già finanziata a suo tempo dalla giunta Lepidi. Che si è lasciato deperire l’Aeroporto di Montichiari per i continui litigi sulla governance della società di gestione, sprecando soldi pubblici per far partire un aereo o due al giorno.
Noi dobbiamo dire che la metropolitana di Brescia, fino a ieri irrisa ed osteggiata dalla Lega e dal PDL, oggi invece è quasi diventata cosa loro cambiando rapidamente opinione e faccia, visto che i lavori procedono secondo il cronogramma prefissato. E allora si continuano a fare inaugurazioni col caschetto giallo e in pompa magna sui vari cantieri si proclama la bontà dell’opera, solo perché adesso si è alla guida del comune.
Noi dobbiamo dire che la giunta Cavalli ha aumentato le macchine blu e gli autisti, che nell’ultimo anno ha speso oltre un milione e mezzo solo per la comunicazione e propaganda.
Ebbene noi diciamo no a questo modo di governare e chiediamo il consenso dei bresciani per cambiare.
Noi vogliamo pensare in grande ed impegnarci per una Provincia d’eccellenza, come dovrebbe essere quella di Brescia. Una provincia che è al centro delle tre Regioni più ricche ed avanzate d’Italia (Lombardia,Veneto,Emilia) e costituisce in Europa una delle zone col più alto sviluppo e reddito, con una diffusa imprenditorialità, un elevato tasso di occupazione, con la presenza di qualificate università e centri di ricerca, con gli Spedali civili con notevoli standard di qualità di livello internazionale.
Una Provincia caratterizzata dalla presenza di un diffuso e ramificato associazionismo e volontariato, con una tradizione culturale e religiosa spesso all’avanguardia nell’editoria, nell’educazione e nella formazione scolastica.
Noi vogliamo una Provincia in grado di assumere un ruolo di sintesi e coordinamento, all’altezza della complessa articolazione della società bresciana, della sua ricchezza, cultura, operosità, innovazione, capacità di adattamento, interscambio con le migliori esperienze. Una provincia che sappia confrontarsi con le province limitrofe e ragionare in termini di macroarea elaborando progetti e proposte che vadano oltre gli stretti confini del nostro territorio, in modo da dare risposte di sistema ai cittadini e ad una società complessa ed articolata come quella del Nord Italia.
Vogliamo una Provincia restituita ai Bresciani, non ricurva su sé stessa e la sua struttura, più attenta ai problemi dei cittadini che di se stessa, più snella e accessibile, più smagrita nei suoi apparati, con meno assessori e auto blu, con meno burocrazia ed enti collaterali.
Vogliamo una Provincia che, come ha riaffermato Sergio Cofferati la scorsa settimana davanti ai cancelli dell’Iveco incontrando operai e impiegati in cassa integrazione, una Provincia che metta il lavoro al centro della sua politica ed attività amministrativa, istituendo anche una Consulta permanente in modo da coinvolgere i sindacati, le organizzazioni datoriali, la Camera di Commercio, le banche, l’ACB per aiutare piccole aziende e lavoratori, favorire l’occupazione, ridurre il precariato, anche attraverso la diffusione delle nuove tecnologie.
VILLACHIARA
VENERDÌ 22 MAGGIO ore 21,00
PIAZZA S. CHIARA
INTERVERRANNO
ARCANGELO RICCARDI
candidato del Partito Democratico
al Consiglio Provinciale per il nostro collegio
On. PIERANGELO FERRARI
Deputato PD
LETTERA DI CARLO FOGLIATA
Oggetto: primarie del 5 aprile Ai coordinatori di circolo
Caro Amico/a,
al termine di una intensa campagna per le primarie che mi ha visto conseguire un risultato
inaspettato e che considero, sia in termini assoluti che percentuali, di grandissima soddisfazione,
mi permetto di disturbarti in ragione del fatto che anche nel tuo circolo ho raccolto consensi
significativi.
Poiché credo che tra le ragioni che hanno determinato il consenso vi sia,oltre alla mia
biografia politica,la considerazione dell'impegno e dell'affetto con cui ho vissuto l'esperienza della
costruzione del Partito Democratico a Brescia,sono certo che vorrai convenire con me sul fatto che
da oggi e fino alla scadenza elettorale vi sia la necessità di dare il meglio di noi stessi per
l'affermazione del nostro candidato presidente vincitore Diego Peli.
Per quanto mi riguarda mi impegnerò,anche più di quanto ho fatto nel corso delle primarie,
affinchè vi sia una forte affermazione di Diego e confido che,condividendo con me questa
scelta,vorrai fare altrettanto per contribuire a cambiare il governo della nostra Provincia.
Ti sarei estremamente grato se volessi portare a conoscenza del circolo questa mia
lettera,nelle forme e modi che riterrai opportuni,e nel ringraziarti nuovamente per l'attenzione, ti
saluto con un abbraccio.
Carlo Fogliata
Chiari 6 aprile 2009



Invece……allora ritorni a 15 giorni fa , rivedi i visi delle persone con l'ansia di sapere, risenti le parole che cercano in qualche modo di rassicurare," situazione difficile,"chiusura ?"No , chiusura no " e allora cerchi di ricordare l'espressione di chi parlava, cercando adesso di cogliere magari delle sfumature che spieghino quanto sta accadendo , niente, non trovi niente che possa essere stato un segnale, allora senti ancora di più montare la rabbia , l'incredulità per quanto sta accadendo. Cammini per la fabbrica , lavoro a ritmo ridotto, le persone che parlano , chiedono, alcuni ridono, altri chiedono notizie ,altri progettano iniziative, cartelli ,televisione, lettere… nonostante tutto si vuol continuare a sperare che, come tante altre volte, anche questa passi.
Già tante altre volte è successo che si dovesse chiudere, ma, poi per abilità, fortuna, simpatia,professionalità,sacrificio, tanto lavoro, abbiamo sempre vinto. Tante persone passano per la testa, nomi, visi, storie belle e brutte , paure di malattie come l'asbestosi, si, perché in questa fabbrica si lavorava con l'amianto- Lavorazione cessata nell'Aprile 93- Nel ripensare a quei tempi ti vengono alla mente date, ricordi , allora ti accorgi che sono 40 anni che questa fabbrica è qui, si è sviluppata con noi , ha portato come tutte le cose vantaggi e svantaggi, tante persone hanno trovato lavoro con finalità diverse , chi per completare il periodo contributivo , chi per raccogliere qualche soldo per le vacanze, chi ha intrapreso la carriera da manager, chi per vivere un po' più decentemente. Non sono mancate anche tante polemiche, inquinamento , rischio malattie, puzza, sui camini che sporcavano,… ma, nonostante tutto per tutti questi anni, tutte le mattine i cancelli si aprivano….e..le persone entravano a lavorare progettando amori matrimoni, figli, case, ……siamo invecchiati con lei! Anche questa mattina si sono aperti i cancelli , sembra tutto normale , ma , guardandoti intorno, ti accorgi delle bandiere , degli striscioni, ed allora …la realtà, è li, non puoi modificarla , è sempre un' apertura, ma è a tempo , in marzo i cancelli non si apriranno più, a meno di un improbabile ripensamento ,o che si faccia avanti qualcuno che voglia scommettere su di noi. La fabbrica , la TMD o meglio la FrenDo, esisterà ancora per qualche tempo, ma sarà senza un cuore, sarà fredda e buia, senza il calore ed il colore delle persone.
Un colpo di clacson per solidarietà è quanto chiediamo, un colpo destinato a perdersi fra i pilastri di una fabbrica vuota.
Van peggio le micro e le medie imprese. Le prospettive per i primi mesi del 2009 rimangono molto negative, in linea con le previsioni di tutti gli istituti di analisi economica, che vedono una possibile ripresa nell’ultimo scorcio di quest’anno o addirittura nel 2010. Nello specifico, le imprese manifatturiere bresciane subiranno un ulteriore calo della produzione a causa della debolezza della domanda, specialmente interna. Peraltro, gli investimenti tarderanno a ripartire per l’eccesso di capacità produttiva e anche per la difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese. Più nello specifico, la disaggregazione dell’indice grezzo della produzione per classi dimensionali mostra, con riferimento al quarto trimestre 2008: una diminuzione in linea con la media per quanto riguarda le imprese micro (-5,86%), piccole (-5,18%), medio-grandi (-6,45%) e grandi (-4,67%); una contrazione superiore alla media per le imprese medio-piccole (-9,41%) e maggiori (-18,28%).
Meccanica e mezzi di trasporto i peggiori
La disamina per settore evidenzia, rispetto al terzo trimestre: un recupero della produzione nel settore agroalimentare e caseario (+4,90%); una variazione negativa ma inferiore alla media nei comparti: calzaturiero (-2,96%), legno e mobilio (-2,02%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (-4,29%), chimico, gomma e plastica (-4,76%), abbigliamento (-5,16%); una contrazione più marcata rispetto alla media provinciale nei settori: tessile (-6,62%), maglie e calze (-7,05%), metallurgico e siderurgico (-7,51%), carta e stampa (-7,86%), materiali da costruzione ed estrattive (-9,03%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (-10,49%).
E la produzione andrà ancora giù. Le prospettive per il primo trimestre del 2009 indicano - commenta sempre la nota dell’Aib - un’ulteriore contrazione della produzione. Infatti, l’attività produttiva è prevista in aumento soltanto dal 10% delle imprese, stabile dal 39% ed in diminuzione dal 51%. Il pessimismo è sostanzialmente diffuso in tutti i settori ad eccezione del comparto agroalimentare e caseario dove gli operatori non sembrano essere particolarmente investiti dalla crisi. Le aspettative peggiori invece riguardano i settori: carta e stampa, chimico, gomma e plastica, maglie e calze, metallurgico e siderurgico, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto.
Gli ordini provenienti dal mercato interno sono previsti in aumento dal 5% delle imprese, stabili dal 37% e in diminuzione dal 58%. Per quanto riguarda gli ordini dall’estero: quelli dai Paesi Ue risultano in aumento per 5% delle aziende, stabili per il 44% ed in diminuzione per il 51%; quelli dai Paesi extra Ue sono in crescita per il 4% delle imprese, stazionari per il 52%. La manodopera non dovrebbe subire variazioni per il 58% delle imprese, diminuire per il 40% e aumentare per il 2%.
Le prospettive dei settori.
Abbigliamento: le prospettive per il primo trimestre del 2009 sono piuttosto contraddittorie: il 58 per cento delle imprese prevede di aumentare l’attività produttiva e il 42 per cento di diminuirla; gli ordini invece, sia dal mercato interno sia dal mercato estero, sono attesi stabili dal 22 per cento e in diminuzione dal 78 per cento. Ancora prospettive positive per l’agroalimentare: il 22 per cento delle imprese prevede di aumentare la produzione, il 67 per cento di non variarla e l’11 per cento di diminuirla. Le vendite in Italia sono previste stabili dal 79 per cento delle aziende, in aumento dall’11 per cento e in calo dal 10 per cento; quelle previste per i Paesi Ue sono attese stabili per l’89 per cento del campione e in crescita per l’11 per cento; quelle verso i mercati extracomunitari non dovrebbero subire variazioni significative per il 90 per cento delle imprese e aumentare per il rimanente 10 per cento. Vede nero il calzaturiero: una impresa su tre prevede nessuna variazione della produzione, il 18 per cento prevede di aumentarla e il 47 per cento di ridurla. Gli ordinativi dal mercato nazionale ricalcano fedelmente le aspettative sulla produzione. Gli ordini dai Paesi esteri sono attesi stabili dal 90 per cento delle imprese e in calo dal rimanente 10%. Di prospettive «estremamente negative» l’Aib parla a proposito della chimico, gomma e plastica con il 69 per cento degli imprenditori che prevede un’ulteriore contrazione della produzione ed il restante 31 per cento presume di non variarla.
E attese «molto negative» anche per la siderurgia con quattro aziende su 5 che si aspettano un calo degli ordini (la verifica la si è avuta in questi giorni, con il settore che ha annunciato massicci ricorsi alla cassa integrazione. Male anche per meccanica tradizionale e mezzi di trasporto con il solo 5% delle imprese che prevede un aumento della produzione, il 23% ritiene che essa si manterrà sui livelli raggiunti e il 72% ritiene che diminuirà. Gli ordini dal mercato nazionale sono previsti in aumento dal 7 per cento delle aziende, costanti dal 32 per cento e in diminuzione dal 61 per cento. E male - anche se non malissimo - anche il tessile: il 20% delle imprese pensa che la situazione peggiorerà, stabile dal 66% e in aumento dal 14%.