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lunedì 9 marzo 2009

DECRETO ZAIA

"Quote latte, il governo premia i furbi".

Il senatore Barbolini, "Il decreto approvato in Senato è un condono a favore delle pochissime aziende che si sono mosse nell'illegalità".
"Diciamo no a una legge che rinnega i principi di equità e giustizia. Il decreto sulle quote latte premia i furbi, è un condono a favore delle pochissime aziende che, in spregio alle regole dell'Unione Europea e al dettato della legge italiana, si sono mosse nell'illegalità". Questo il commento del senatore Giuliano Barbolini, capogruppo Pd nella Commissione Finanze e tesoro, dopo l’approvazione in Senato del decreto sulle quote latte contro il quale si è levata, anche nella nostra regione, la dura protesta degli agricoltori.
"Il punto per noi irrinunciabile – spiega Barbolini - è quello dell'assegnazione delle quote: spettano in primo luogo a chi ha pagato, si è indebitato per mettersi in regola e ha fatto sforzi veri; solo successivamente a chi ha affittato, cercando anche forme diverse ma comunque onerose per regolarizzarsi.
Non c'è Paese al mondo – continua Barbolini - dove lo Stato fa un patto con gli imprenditori, condona, concede, riammette ciò che era inammissibile, mentre c’è chi si prende il beneficio e al tempo stesso continua la guerra legale contro lo Stato. Questo è un Paese dove un ministro della Lega nord predica il federalismo e poi toglie alle Regioni le competenze che già avevano per legge".
A tutto questo – prosegue il parlamentare del Pd – si aggiunge l’ennesimo rifiuto da parte del governo di "finanziare il Fondo di solidarietà per le assicurazioni, come richiesto dal Pd, dalle associazioni e dagli operatori. L’auspicio – conclude Barbolini – è che alla Camera, grazie anche all’impegno dell’opposizione, si possano apportare le modifiche necessarie per migliorare sensibilmente il testo di legge".

mercoledì 4 marzo 2009

QUOTE LATTE


IL DECRETO ZAIA E' UN CONDONO PER CHI NON HA RISPETTATO LE REGOLE
Dichiarazione della senatrice del Pd Colomba Mongiello, responsabile Pd del Dipartimento Agricoltura.


"Il decreto sulle quote latte va definito per quello che è realmente: un condono a favore delle pochissime aziende che in spregio alle regole dell'Unione Europea e al dettato della legge 119 del 2003 - che ricordo fu approvata dal parlamento con una maggioranza trasversale - si sono mosse nell'illegalità. Un provvedimento che non garantisce minimamente tutti quegli allevatori che pur di rispettare la normativa sulle quote in questi anni hanno acceso mutui onerosi a costo di enormi sacrifici". Lo dichiara la senatrice Colomba Mongiello, responsabile Pd del Dipartimento Agricoltura.

"Noi esponenti del Partito Democratico abbiamo sempre seguito, durante l'iter del provvedimento in Commissione Agricoltura, un atteggiamento costruttivo e collaborativo, ma tutte le nostre proposte di modifica, ampiamente condivise da larga parte del mondo produttivo, sono state sempre respinte, in particolare la nostra richiesta di prevedere il pagamento degli arretrati da parte di chi in questi anni non ha rispettato la legge prima di poter usufruire dell'assegnazione delle quote, nonché la rinuncia ai contenziosi giudiziari, una richiesta questa che avrebbe riportato equità e giustizia in un contesto gravemente fiaccato dalle irregolarità". Mongiello insiste poi sul "Federalismo a doppio binario del Governo che spinge sul protagonismo delle Regioni e dei poteri locali ma non coinvolge minimamente questi soggetti sulle modalità di ripartizione delle quote nel territorio nazionale, con un decisionismo centralista senza precedenti". "Contrastiamo con forza questo comportamento e come Partito Democratico continueremo a chiedere il rispetto della legalità in ogni sede".

"Farebbe bene il Ministro Zaia a non sottovalutare i rischi che l'approvazione di un provvedimento largamente al di sotto delle aspettative comporta sul mercato interno"conclude Mongiello, sottolineando come "il crollo del valore delle quote latte comporterà un ulteriore abbassamento dei redditi degli agricoltori del comparto, già provati dalla difficile congiuntura economica".

domenica 1 marzo 2009

QUOTE LATTE

MARTINA AL PRESIDIO DEGLI ALLEVATORI DI CONFAGRICOLTURA E CIA

Lunedì mattina, 2 marzo, il Segretario regionale del Pd lombardo, Maurizio Martina, parteciperà al presidio organizzato ad Arcore indetto dalle organizzazioni degli agricoltori e degli allevatori aderenti a ConfAgricoltua e Cia per protestare contro le scelte contenute nel decreto sulle Quote latte promosso dal Ministro leghista Luca Zaia.
Le scelte attuate dal Ministro premiano palesemente chi in questi anni si è tenuto lontano dalle regole penalizzando, invece, la stragrande maggioranza degli operatori del settore che hanno lavorato rispettando la legge e investendo ingenti risorse.
Il Pd lombardo si unisce a coloro che chiedono rapidamente un cambio di rotta. In particolare
siamo pronti a sostenere modifiche al decreto che promuovano: la rinuncia al contenzioso legale per chi aderisce alla nuova rateizzazione, la priorità di assegnazione delle nuove quote verso chi in questi anni ha regolarmente affittato quote stando nella legalità ed, infine, la creazione di un fondo di sostegno al settore lattierocaseario rivolto ai produttori in regola.

sabato 28 febbraio 2009

il 2marzo: manifestazione contro il decreto sulle quote latteI

QUOTE LATTE: IL PD CHIEDE IL RISPETTO DELLE REGOLE

Alla manifestazione indetta dalle confederazioni agricole per il 2 marzo ad Arcore e Gemonio sarà presente una delegazione di consiglieri regionali lombardi del PD.
L'intenzione è sostenere il 'no' al Decreto Zaia, attualmente in esame in Parlamento, che penalizza i produttori di latte italiani in regola con il sistema delle quote mettendoli sullo stesso piano degli 'plafonatori storici'.
La vicenda è da mesi sul tavolo del Governo che deve definire i criteri attuativi dopo l'health check di Bruxelles del novembre scorso che aveva aumentato la quota italiana di produzione. I consiglieri regionali del PD lombardo Gianfranco Concordati, Carlo Spreafico e Antonio Viotto avevano presentato un'interrogazione per allertare la Giunta Formigoni sulla definizione di tali criteri e avevano ascoltato in audizione le associazioni agricole presso la commissione Attività produttive.
Proprio in relazione all'imminente scelta del Parlamento il PD ritiene che anche la Regione debba prendere posizione sulla vicenda appoggiando le giuste rimostranze dei produttori storicamente in regola con il pagamento delle quote.

mercoledì 25 febbraio 2009

QUOTE LATTE

I SENATORI DEL PD: "DALLA MAGGIORANZA SOLO MODIFICHE IRRISORIE. I PROBLEMI RESTANO"


"Tutte le principali proposte di modifica al decreto legge sulle quote latte presentate in Commissione Agricoltura dai Senatori del Gruppo del PD sono state respinte dal Governo, che in questo modo non corrisponde alle aspettative del comparto interessato.

Le modifiche minime accolte dal Ministro Zaia, infatti, lasciano irrisolte le problematiche sollevate a gran voce dal mondo produttivo e dalle rappresentanze regionali". È quanto affermano i senatori del PD Leana Pignedoli, Alfonso Andria, Maria Antezza, Maria Teresa Bertuzzi, Paolo De Castro, Roberto Di Giovan Paolo, Colomba Mongiello, Flavio Pertoldi, Nino Randazzo, firmatari di una nutrita serie di emendamenti che, se accolti, avrebbero apportato sostanziali correzioni al Decreto Zaia.

La linea originariamente sposata dal PD era volta all'applicazione della legge vigente, la 119, che ha prodotto buoni esiti e che tra l'altro individua nelle Regioni gli organi deputati all'amministrazione delle quaote dei rispettivi territori: il che avrebbe dovuto incontrare l'attenzione del ministro, particolarmente sensibile al tema del federalismo e del decentramento dei poteri, caro alla forza politica di cui è espressione.

Il PD prende atto del parziale accoglimento di una sua proposta: aveva richiesto la soppressione della figura del Commissario straordinario, che ora viene individuata non più all'esterno ma tra i dirigenti del Ministero.

"Il Decreto - spiegano ancora i senatori - prevedrà anche un incremento del Fondi di solidarietà nazionale e una proroga delle agevolazioni previdenziali per le imprese agricole in zone svantaggiate: due questioni che, fin dall'inizio della legislatura, il Pd aveva sollevato e che la maggioranza aveva ripetutamente rigettato. Oggi diventano patrimonio comune della Commissione Agricoltura, nella speranza che il Governo le recepisca in Aula".

"L'attuale formulazione dell'articolato, quando ormai la Commissione competente al Senato ha concluso il proprio lavoro e mentre l'Aula si appresta a discutere e poi a licenziare l'argomento - proseguono i senatori PD - evidenzia che gli splafonatori avranno quote senza rinunciare ai contenziosi e, quindi, senza pagare prima le multe pregresse che hanno accumulato per non aver rispettato le regole; la modifica accolta dell'ordine di priorità di assegnazione delle quote comunque non garantisce gli affittuari, ovvero quanti hanno rispettato le regole. Infatti, l'aggiustamento che verrebbe apportato al testo originario del DL - precisano i parlamentari - accorperebbe gli splafonatori con gli affittuari di quota ma, così facendo, non accontenterebbe nessuno e sarebbe iniquo anche perché dai calcoli fatti la quota di tutti gli splafonatori e degli affittuari risulterebbe coperta al 70% rispetto alle esigenze". "Il Pd, al contrario, aveva chiesto di portare gli affitti (tutti!... non il 70%) al 2° posto e gli splafonatori di pianura e zone svantaggiate al 3°". Il PD osserva che "non è stata accolta la richiesta di far confluire in riserva nazionale le assegnazioni previste per i produttori con prelievo supplementare non versato fino alla definizione del procedimento di rateizzazione. Le quote vengono assegnate, quindi, senza la certezza dell'effettivo pagamento". I senatori Pd concludono che, "le risorse assegnate a sostegno del settore lattiero-caseario sono insufficienti rispetto alle quote acquistate (resta escluso chi ha acquistato le quote prima della legge 119/2003 2003-2004)e, soprattutto, penalizzano chi ha sempre operato nella legalità ".