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sabato 2 maggio 2009

Un Primo Maggio per i troppi morti sul lavoro

Primo Maggio, festa dei lavoratori, quest'anno con una dedica e un significato speciale: per L'Aquila e per le popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto. Lì si è svolta la manifestazione nazionale con i segretari dei sindacati Cgil, Cisl e Uil: Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Solo il lavoro e la ripresa delle attività imprenditoriali, assieme al rilancio dell'università, possono garantire un futuro alla popolazione; solo una ricostruzione che sia improntata ai criteri della serietà, dell'efficacia e soprattutto della sicurezza può evitare il ripetersi di tragedie come questa: questo il messaggio, lanciato dal palco allestito nella scuola di formazione permanente della Guardia di Finanza, dai tre segretari generali.

Slogan dell'iniziativa, senza cortei, striscioni o bandiere, “Il lavoro unisce: legalità, dignità, sicurezza, ambiente, diritti e solidarietà per uscire dalla crisi”.
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i nomi e le cause del decesso dei 79 lavoratori morti da gennaio ad aprile 2009 sul lavoro

mercoledì 25 febbraio 2009

INTERCETTAZIONI TELEFONICHE

I casi di stupro delle ultime settimane sono stati risolti grazie alle intercettazioni: ora il governo vuole limitare drasticamente l'utilizzo di questo fondamentale strumento di indagine anche per reati gravissimi.

Edmondo Bruti Liberati, procuratore aggiunto di Milano, 24 febbraio

domenica 11 gennaio 2009

IL GRANDE BLUFF


Crolla il castello di carte del governo sulla percezione di sicurezza

Una recente indagine condotta dall'Espresso illustra come il problema della sicurezza, cavallo di Troia del governo Berlusconi, non è stato affatto risolto e che, anzi, i dati dimostrano come i risultati tanto sbandierati dalla destra sono un clamoroso bluff. La ricerca condotta da Gianluca di Feo ha evidenziato un aumento del numero degli stupri, delle rapine nei negozi e degli sbarchi di clandestini sulle coste italiane.

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sabato 18 ottobre 2008

STRAGE CONTINUA

OTTO MORTI SUL LAVORO IN UN SOLO GIORNO

È un interminabile, triste, rosario quello delle vittime sul lavoro: dalla Sicilia al Veneto sono otto le persone morte venerdì nei luoghi di lavoro, proprio nel giorno in cui il tribunale di Taranto ha condannato tre dirigenti dell'Ilva e tre di una ditta appaltatrice (assolvendo però il presidente del polo siderurgico pugliese Emilio Riva) con pene fino ad un anno e 4 mesi per la morte di due operai, vittime di un incidente sul lavoro avvenuto il 12 giugno del 2003: due giovani di 24 e 27 anni rimasero schiacciati da una delle gru utilizzate per il movimento delle materie prime.

Prende posizione il segretario del Pd che dice: «Cantieri e fabbriche non devono essere luoghi di morte ma posti un cui si vive e lavora. Le norme ci sono si tratta di appilicarle con la necessaria attenzione e se serve severità. »

È ancora tutta da chiarire la dinamica dell'incidente che a Ragusa ha causato la morte di Giuseppe Tumino, 38 anni, in una piccola fabbrica dolciaria, la Gisal, trovato senza vita intorno alla mezzanotte, be cinque ore dopo la fine del suo turno di lavoro, quando in fabbrica, che avrebbe dovuto riaprire tra qualche giorno dopo un periodo di chiusura, non c'era nessuno.
All'arrivo della polizia, penzolava dall'orlo di una vasca di cioccolata, alta tre metri. Probabilmente l'operaio la stava pulendo, in vista della riapertura, o provava il funzionamento della macchina utilizzata per mescolare la pasta di cacao.
Un operaio, Guido Palumbo, che ieri era caduto da una scala mentre lavorava in un'officina a Casoria, invece, è morto in nottata al Cardarelli di Napoli. Era dipendente di una ditta di lavorazione del ferro.

Sempre in Campania un altro operaio, Massimiliano Strifezza, di 33 anni, è morto in un cantiere edile in località Spineta del comune di Battipaglia (Salerno), schiacciato da un pannello di copertura di un capannone industriale che in quel momento era manovrato da una gru.

A Roveleto di Cadeo, nel piacentino, Luan Qosya, albanese di 38 anni, è rimasto folgorato dall' alta tensione. L'uomo, dipendente di una ditta lattoniera, si trovava su una piattaforma alzata da un braccio meccanico a circa otto metri da terra e, mentre stava facendo alcune manovre, ha urtato i cavi elettrici ed è piombato a terra.
Alla lunga lista si aggiunge Giuseppe Tabone, 57 anni, originario di Gela (Cl) stava lavorando alla ristrutturazione di una casa, a San Vitale Baganza (Parma) quando è caduto dal ponteggio alto sei metri morendo. È morto invece travolto dal trattore che stava utilizando sul suo terreno Mauro Strozza, 56 anni, a Barile (Potenza). Il mezzo pesante si sarebbe ribaltato ed è rimasta ferita, in maniera non grave, anche un'altra persona che si trovava accanto alla vittima. Sulla dinamica di questo incidente vogliono però vederci chiaro i carabinieri: la vittima era un pregiudicato e aveva con se una pistola.

A Subbiano (Arezzo) Luca Cerofolini, 30 anni è morto schiacciato dal tronco che stava abbattendo con una motosega. I soccorritori lo hanno trovato agonizzante sotto il pesante fusto: è morto poco dopo.

Non stava lavorando, invece, Hind Larabi, 21 anni, marocchina: la giovane donna però è rimasta comunque vittima di un incidente sul lavoro avvenuto negli spazi della ditta 'Ali Saldaturè ad Arcole (Verona); uccisa sotto una catasta di ferro caduta dal muletto guidato dal fidanzato che la donna era andata a trovare in azienda.

Non ce l'ha fatta ed è morto durante l'operazione all'ospedale di Nola: un operaio romeno di 21 anni, è morto per le gravi ferite riportate alla testa e al torace dopo un incidente in una fabbrica di lavorazione marmi, a San felice Castello, in provincia di Caserta. Il ragazzo trasportato d'urgenza all'ospedale di Nola è morto in sala operatoria Secondo le prime ricostruzioni il ragazzo è rimasto schiacciato da lastre di marmo cadute da una gru. Ma sono ancora in corso gli accertamenti per verificare la dinamica e le cause dell'accaduto.

martedì 26 agosto 2008

UNA CAROVANA PER IL LAVORO SICURO

Ecco l'iniziativa promossa da Cesare Damiano e Giuseppe Giulietti per la sicurezza sul lavoro:

Il nostro appello, invece è

PER NON DIMENTICARE

Non semplicemente attraverso una denuncia, ma con precise richieste alle forze politiche, sociali, della cultura e dell’informazione:

NON ABBASSARE LA GUARDIA NELLA LOTTA CONTRO IL LAVORO NERO E LA PRECARIETA’.

APPLICARE, GESTIRE E MIGLIORARE LE NORME CONTENUTE NEL PROTOCOLLO SUL WELFARE DEL 23 LUGLIO 2007 E NEL TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.


ATTUARE LA DELEGA SUI LAVORI USURANTI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2008.

PROMUOVERE UNA GRANDE CAMPAGNA MEDIATICA PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE.

Per dare senso e concretezza alla nostra battaglia vogliamo promuovere una CAROVANA PER IL LAVORO SICURO che colleghi idealmente i luoghi segnati da eventi tragici per la storia del lavoro: Fossano , Campello sul Clitunno , Molfetta , Marghera , Torino, Mineo , Casale … Percorriamo insieme questi luoghi con eventi, dibattiti, manifestazioni capaci di mettere insieme i lavoratori, le forze politiche, sociali, culturali e dell’informazione.

LA SALUTE E LA SICUREZZA SONO UN DIRITTO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI.
PER UNA VERA CIVILTA’ DEL LAVORO, DIFENDIAMO E APPLICHIAMO LE LEGGI ESISTENTI.
IL LAVORO E’ VITA.”


Per saperne di più

giovedì 17 luglio 2008

IL GOVERNO TAGLIA I FONDI PER LA SICUREZZA

Il governo vara una manovra economica che detterà la linea in materia di spesa e tagli per i prossimi tre anni, e in questo piano inserisce la decurtazione dei fondi dedicati alle forze dell’ordine. Ebbene sì. Anche l’altro “tema forte” della destra degli ultimi due anni si rivela un grande bluff. Dopo la mancata diminuzione della pressione fiscale – nelle promesse della campagna elettorale doveva essere portata al di sotto del 40% e invece rimarrà inalterata al 42,9% per arrivare ad aumentare dello 0,2% nel 2010 – ora lo scandalo dei tagli alla sicurezza. Già il tentativo di introdurre la norma blocca processi (o salva premier), per la gioia di ladri, stupratori e imbroglioni, aveva fatto capire che la destra non aveva alcuna intenzione di dare delle risposte alle paure dei cittadini. Paure che, è bene ricordarlo, sono state fomentate e cavalcate dalla stessa attuale maggioranza.

A dire di no ai tagli targati Tremonti sono state proprio le forze dell’ordine. Una grande manifestazione di protesta organizzata unitariamente da tutte le sigle sindacali della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale e i Cocer dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dell'Esercito, della Marina Militare e dell'Aeronautica è stata organizzata davanti a Palazzo Chigi alla Camera, al Senato “per avvertire i cittadini delle conseguenze nefaste che rischiano di avere sulla sicurezza e sulla difesa i pesantissimi tagli contenuti nella manovra finanziaria emanata per decreto dal Governo, attualmente all'esame del Parlamento per la conversione in legge”.

A fianco delle forze dell’ordine, davanti a Montecitorio, c’era anche il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni. “E' paradossale – ha detto – che in questo Paese si sia parlato fino a ieri di sicurezza e che oggi discutiamo invece delle misure del governo che prevedono proprio tagli al settore sul quale ha speso tante chiacchiere”. Il leader democratico osserva un eventuale ripensamento da parte del governo – il premier Berlusconi ha affermato che “non ci sarà nessun taglio” senza però riferire alcun dettaglio né precisazione – “sarebbe una nostra vittoria se davvero fossero ritirati i tagli”. Veltroni si dice però scettico a riguardo e conferma che “in caso contrario attueremo tutti gli strumenti parlamentari per cambiare queste scelte sbagliate”.

I presidi interessano anche le prefetture di tutto il Paese. “Per la prima volta nella storia tutte le sigle sindacali e tutti i Cocer del Comparto sicurezza e difesa scendono in piazza, in tutta Italia, per rivendicare il riconoscimento della specificità professionale degli addetti alla sicurezza” dice Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Sappe. A scorrere le cifre si profila una cura amara per un settore che, in campagna elettorale, è stato issato come una bandiera dal Pdl: taglio del turn over e riduzione netta degli organici, sforbiciata alle risorse finanziarie, dai carburanti alla manutenzione delle auto di servizio, stretta sugli straordinari. In tutto 538,5 milioni. Dalla scure non si salva nessuno: dai Ps ai Carabinieri, dalla Forestale alla Penitenziaria, dalla Guardia di Finanza alla Stradale fino alla Polizia ferroviaria.

Morto un muratore a Roncadelle

Un muratore e' morto in un incidente sul lavoro avvenuto stamani intorno alle 8 in un cantiere edile a Roncadelle (Brescia).

L'uomo, secondo una prima ricostruzione, e' caduto da un' altezza di circa due metri ed e' morto dopo aver battuto il capo.

Della ricostruzione della vicenda si stanno occupando i carabinieri della stazione di Roncadelle e i funzionari della Asl.

Sono inoltre intervenuti nel cantiere, che si trova in via Mandolossa, i sanitari del 118. La vittima, secondo i primi accertamenti, era residente in provincia di Brescia.

giovedì 3 luglio 2008

MENO FONDI PER LA SICUREZZA

PARLANO DI SICUREZZA MA ...
RIDUCONO I NUMERI DI POLIZIOTTI


E’ una beffa. Dopo aver costruito le sue fortune elettorali sulla paura e sul richiamo ossessivo al tema della sicurezza il centrodestra colpisce chi la sicurezza dovrebbe garantirla e tutelarla davvero: le forze dell’ordine.

Lo dicono i numeri della Finanziaria di Tremonti: 539 milioni di risorse in meno nel triennio 2009-2011, blocco del turn over, una riduzione di 6689 unità nella Polizia di Stato che si andranno a sommare alle oltre 9mila unità che già mancano nell’organico.

Come se non bastasse i lavoratori del comparto sicurezza saranno di fatto esclusi dal Decreto sugli straordinari che prevede una riduzione delle tasse solo per i lavoratori del settore privato.

Invece di rafforzare gli organici, migliorare gli strumenti d’indagine e contrastare la criminalità, il governo si muove in direzione diametralmente opposta: scheda i bambini rom, impedisce le intercettazioni e cerca di bloccare per legge migliaia di processi.