lunedì 24 ottobre 2011
sabato 15 ottobre 2011
mercoledì 7 settembre 2011
giovedì 1 settembre 2011
sabato 27 agosto 2011
Le proposte del PD per mettere in sicurezza i conti pubblici:
- la riduzione dei costi della politica:
- un'imposta sui capitali rientrati con lo scudo fiscale
- un'imposta sui grandi valori immobiliari
- un piano antievasione fiscale
- la dismissione di immobili pubblici e un'asta per le frequenze tv
- un pacchetto di liberalizzazioni
- politiche per lo sviluppo sostenibile, l'occupazione e la ricerca
- la reintroduzione del reato di falso in bilancio
- una giustizia efficiente
- autonomia delle parti sociali nella contrattazione
lunedì 18 luglio 2011
domenica 17 luglio 2011
sabato 2 aprile 2011
sabato 26 febbraio 2011
La Lega taglia i fondi ai malati di cancro per pagarele multe agli allevatori disonesti
Il decreto milleproroghe taglia i fondi che la legge del 13 dicembre 2010 destinava a malati di patologie gravissime come il cancro, ora dirottati dal governo a sanare la situazione di allevatori in arretrato con il pagamento delle multe sulle quote latte.
Lo conferma il senatore del Partito Democratico Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale: “Per questa norma gli italiani devono ringraziare la Lega che ha deciso di tutelare alcuni allevatori-evasori anche a costo di decurtare le risorse per malattie gravissime tumorali. E’ bene che i cittadini che hanno votato per la Lega aprano gli occhi e sappiano di quali scelte è capace il partito che li rappresenta. Tra gli evasori e i malati terminali la Lega ha scelto. Loro tutelano i primi, gli ammalati di cancro si arrangino". Per rimandare fino a giugno il pagamento delle multe sono stati tagliati anche i fondi per la benzina dei carabinieri e della polizia, per elicotteri e Canadair utilizzati per spegnere gli incendi e il Fondo sociale per il sostegno agli indigenti.
E' questa la legalità padana?
lunedì 21 febbraio 2011
"NON VORREI DISTURBARE"
DICE BERLUSCONI
La Libia è a un passo dalla guerra civile. E Muammar Gheddafi, 69 anni e è attualmente irreperibile.
Intanto le organizzazioni dei diritti civili affermano che almeno 233 persone sono rimaste uccise la settimana scorsa durante i disordini nelle province orientali, almeno 60 persone sono morte ieri a Bengasi, altri 50 vittime sono state registrate all’ospedale di Al-Jalaa e altre dieci all’ospedale 7 ottobre. Ai diplomatici stranieri presenti in Libia Bengasi è stata descritta come una “zona di guerra” da funzionari del regime di alto livello, questo per scoraggiare che i rappresentanti stranieri possano andarsene in giro per il Paese. La ricetta Gheddafi per evitare di fare la fine di Mubarak e Ben Alì è stata un uso massiccio della violenza, la repressione della libertà di manifestazione e a quanto pare l’uso di mercenari provenienti da altri paesi africani, che certamente non fraternizzano con i manifestanti come può accadere alle forze di sicurezza. E l'Italia si contraddistingue per la discrezione con cui segue la vicenda. Gheddafi fa sparare sulla folla? Silenzio: “Non vorrei disturbare”, ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Lo attacca Piero Fassino a nome del Partito Democratico: “Al silenzio assordante del governo italiano di fronte alla sanguinosa repressione in Libia e negli altri Paesi dell’area mediorientale, si aggiunge oggi la dichiarazione a dir poco sconcertante di Silvio Berlusconi che ci dice di non voler “disturbare” Gheddafi per quelle decine di morti rimasti sulle strade della protesta a Bengasi e Tripoli” . “Siamo di fronte – prosegue Fassino- all’ennesima dimostrazione di dilettantismo di questa maggioranza anche in politica estera e del sempre più vistoso declassamento del profilo dell’Italia nel consesso delle Nazioni che contano. Per questo chiediamo finalmente una ferma e chiara presa di posizione del ministro degli Esteri Frattini per far cessare la repressione ad opera delle truppe speciali del governo di Tripoli. Inoltre chiediamo al ministro di venire in Parlamento per fornire un’informazione dettagliata sugli analoghi, gravi fatti di violenza negli altri Paesi del mondo arabo. L’Italia – conclude Fassino - si faccia capofila in Europa di una iniziativa politica che imponga il rispetto delle garanzie democratiche laddove queste vengono calpestate sino al sacrificio della vita di civili inermi”.
domenica 13 febbraio 2011
lunedì 7 febbraio 2011
RACCOLTE 110 FIRME
PER CHIEDERE LE DIMISSIONI
DI BERLUSCONI
lunedì 31 gennaio 2011
sabato 22 gennaio 2011
venerdì 21 gennaio 2011
martedì 18 gennaio 2011
liberi l'Italia da questo imbarazzo
Le donne della segreteria del PD lanciano una mobilitazione nazionale, per chiedere il rispetto della dignità delle donne.
Le ultime vicende interessano il Presidente del Consiglio sono l'ennesima dimostrazione della totale mancanza di rispetto per le donne in Italia.
Le donne della segreteria del PD lanciano, a partire da oggi, una mobilitazione, con una raccolta di firme in
tutto il paese, per chiedere il rispetto della dignità delle donne, calpestata, ancora una volta, da Berlusconi.
È in gioco la dignità del Paese e di tutte le donne.
Ecco il testo della lettera aperta che le donne della Segreteria del Pd hanno scritto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Presidente,
ora basta. Si dimetta adesso. Liberi l’Italia dall’imbarazzo.
Lo spettacolo indecoroso che sta offrendo al mondo intero non è degno di un Paese civile.
Ciò a cui stiamo assistendo supera ogni limite, in un decadimento dei costumi e della morale pubblica, a cui pure ci aveva tristemente abituato, che oggi precipita all’estremo della prostituzione minorile.
E’ intollerabile che i suoi comportamenti la espongano all’accusa di essere il diretto protagonista ed impresario del set degradante che ci ha già propinato in decenni di trash televisivo.
Ed altrettanto intollerabile è che proprio lei, che a parole sbandiera il primato del merito e della famiglia, nei fatti cerchi solo un patetico acquisto di favori sessuali, riducendo le donne a merce e oggetto di scambio.
Le donne di questo Paese sono altro: sono talento, lavoro, impegno, fatica, bellezza, cuore, passione, dignità e serietà.
In nome della nostra dignità e serietà, esigiamo rispetto.
Ora basta. Si dimetta. Liberi l’Italia da questo imbarazzo.
Roberta Agostini, Stella Bianchi, Cecilia Carmassi, Annamaria Parente, Francesca Puglisi
martedì 14 dicembre 2010
Bersani: dichiarazione
Care democratiche, cari democratici,
come saprete oggi c’è stato il voto sulla nostra mozione di sfiducia al governo Berlusconi. Il governo ha ottenuto 314 voti. 311 i voti a favore della sfiducia, 2 gli astenuti.
Abbiamo ottenuto il massimo in questo momento. E' un governo clinicamente morto che non può governare e credo che lo sappiano anche loro. Non hanno governato con 100 voti di scarto, non penso riescano a farlo con tre. Il Pd oggi ha fatto il suo dovere, con 206 deputati presenti e 206 voti favorevoli alla mozione di sfiducia al governo (qui trovate gli interventi dei nostri parlamentari).
Si è visto che in una maggioranza che si restringe e in un'opposizione che si allarga la centralità del Pd viene rafforzata. Abbiamo avuto un atteggiamento compatto, univoco e serio, e lo terremo nelle prossime settimane. Il Pd non si divide perché noi discutiamo all'aperto, ma nei momenti seri siamo uniti. Loro invece hanno dato una pessima prova, il Paese è disgustato. C'è una palese impossibilità a governare e dare risposte al Paese in un momento di gravissima tensione e di delicata situazione economica. Evidentemente si è verificata una vicenda totalmente scandalosa di compravendita di voti, che consegna al Paese un governo più debole e un'opposizione più ampia.
Nel mio intervento alla Camera ho ribadito che oggi moderato è chi mantiene la famiglia con 1000 € e non chi porta i capitali all'estero o difende chi infrange le quote latte.
Quando saremo al governo porremo rimedio ai danni prodotti da questo governo: evasione, poca crescita, aumento della spesa corrente, meno lavoro, meno attività per le nostre imprese. Non abbiamo paura delle elezioni perché dopo sedici anni questo paese non ne può più, ma certamente è il momento della responsabilità e di un governo di transizione.
Cerchiamo assieme una strada nuova, perché fuori da qui c'è un Paese che vuole cambiare, che è stanco e vuole cambiare.
mercoledì 10 novembre 2010
mercoledì 23 giugno 2010
Il governo di centrodestra, dopo aver negato la crisi per due anni, ha varato con un decreto una pesante manovra economica che riduce consumi ed investimenti, dove non c'è nulla che sostenga la crescita: un'altra botta ai redditi medio bassi.
La manovra è profondamente iniqua. È fatta di tagli indiscriminati, insufficienti per gli sprechi, insostenibili per i diritti. È senza riforme strutturali. È fortemente centralista, proprio mentre si parla in maniera propagandistica di federalismo. La Lega è dura contro l’inno d’Italia, ma è molle con i miliardari.
I tagli a Regioni, Province e Comuni colpiranno studenti, lavoratori con redditi medio bassi, piccole imprese e pensionati, mentre chi ha redditi milionari e grandi patrimoni, come il signor Silvio Berlusconi, non contribuisce neanche con un euro.
La retromarcia sulla lotta all'evasione è parziale e contraddittoria. Dopo aver cancellato le misure introdotte dal Governo Prodi, si ripristina la tracciabilità, ma si continua a proteggere dagli accertamenti i 200.000 grandi evasori condonati con lo “scudo fiscale”.















